
Ci piace definirlo un vino puro, schietto, genuino.
Il ricco ventaglio di profumi che lo accompagna dal vigneto al calice si sprigiona in tutta la sua pienezza una volta versato. Vino bianco per natura aromatico, il nostro π¨ππππππ porta il nome del vigneto dal quale proviene, sul versante che dΓ sulla Vall’Ongina, ritenuto il terroir perfetto per la sua uva, la π΄πππππππ π π πͺπππ ππ π¨ππππππππ: argilloso e calcareo, per dargli struttura, e ricco d’acqua, per donargli l’eleganza e la leggerezza che lo contraddistinguono.
le CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE
Aromatica come pochi, la Malvasia di Candia Aromatica ARGENTA fa impazzire molti palati.
Gialla intensa, a tratti ambrata e tendente al rosato, stupisce al naso per lβampiezza del ventaglio aromatico, che tocca sfumature a volte inedite.
La breve macerazione permette di raccogliere il meglio della stagione impresso nella buccia, regalandoci sapori intensi, densi e suadenti.
Temperatura di servizio: 8Β°/10Β°
Gradazione alcolica: 12,5 %vol.Β
Vitigni: Malvasia di Candia Aromatica 100%
Zona di produzione: Vigoleno (VallβOngina e Val Stirone, sotto valli della Val dβArda – Piacenza)
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la STORIA e l’ETICHETTA
Argenta Γ¨ il nome del vigneto piΓΉ soleggiato qui a Cantina Visconti. E il piΓΉ in pendenza. E il piΓΉ esposto. NellβArgenta cresce la gran parte della nostra Malvasia di Candia Aromatica, incamerando nel suo acino la freschezza della primavera e la calura dellβestate.
Argenta Γ¨ il suo nome, dai toni caldi la sua etichetta.

gli ABBINAMENTI
Vista lβesplosione aromatica di ogni sorso, la nostra ARGENTA Γ¨ perfetta per gli aperitivi piΓΉ saporiti, come formaggi e salumi corposi – per iniziare al meglio, ecco.
Interessante Γ¨ lβabbinamento piΓΉ italiano che ci sia, con una pizza Margherita: i toni caldi e succulenti del sud con le note aromatiche di unβuva che il sole se lβΓ¨ proprio divorato.
E che dire di una frolla finale?

il METODO e la TECNICA di coltivazione
Viti coltivate a spalliera, potate con metodo guyot ramificato ad archetto, per stimolare il germogliamento delle gemme, seguendo il metodo Simonit&Sirch.
Per limitare al minimo i trattamenti con prodotti fitosanitari pratichiamo la lotta integrata, effettuiamo potature invernali corte, che preferiscono una produzione limitata ma sana alle grandi produzioni troppo esposte a malattia, e una potatura verde, in primavera inoltrata con la scelta dei germogli e la pulizia manuale delle piante.
CosΓ¬ facendo preveniamo le malattie dovute alla scarsa circolazione dellβaria tra i tralci, alla disomogenea esposizione al sole e allo sfruttamento della pianta.
Manteniamo pulito il terreno, caratterizzato da un impasto equilibrato di limo, sabbia, argilla e calcare.
Questβultimo Γ¨ un segno distintivo dei terroir della zona di Vigoleno, ricca di minerali, parte del Parco Regionale dello Stirone e del Piacenziano, di gran carica per i vitigni a bacca bianca.
Superficie vitata: 1 ha
Produzione: 30 hl/anno
Resa: 110 q di uva/ha

il METODO di produzione
Produciamo i nostri vini con metodo ancestrale, senza aggiunta di solfiti, affidandoci al lavoro dei lieviti indigeni e degli zuccheri naturali presenti nellβuva. Per questo abbiamo bisogno di frutti sani.Β
Dopo la raccolta lasciamo in macerazione le vinacce per 36 ore, e lasciamo in affinamento per 6 mesi in botti di vetroresina o cemento. In questa fase lavorano soltanto i lieviti indigeni e gli zuccheri naturali. Durante questo periodo monitoriamo lβaffinamento pulendo il nuovo vino con dei travasi a seconda delle temperature esterne, ed effettuiamo una sola filtrazione con farina fossile per quel tocco di eleganza che contraddistingue la nostra Argenta, limpida e mai troppo torbida, bensΓ¬ presenti residui di fondo.Β Β Β Β
Imbottigliamo seguendo le lune di febbraio, marzo e aprile, rigorosamente in luna calante, quando i lieviti sono meno aggressivi. Una volta imbottigliato inizia il processo di rifermentazione in bottiglia, dove i lieviti indigeni, trovandosi in un ambiente molto piccolo, mangiano gli zuccheri naturali rimasti, rilasciando anidride carbonica, la nostra bollicina (fine e leggera).
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La Malvasia Doc dei Colli Piacentini deriva naturalmente dalla Malvasia di Candia Arormatica, di antica tradizione qui tra i colli delle provincie di Parma e Piacenza. Per conoscerla nelle origini, bisogna tornare al tempo dei Greci, al tempo in cui nel Peloponneso, a Rodi e a Creta si produceva un vino dal sapore intenso mescolando uve provenienti da differenti vitigni. Un vino particolare, che raccontava di viaggi e di scoperte con quel suo aroma particolare. Nel Medioevo la Reppublica di Venezia cominciΓ² a esportare questo nettare dolce a aromatico, facendolo conoscere anche in Italia. Le navi salpavano dal porto di Monemvasia, nel Peloponneso; il vino ne prese il nome, italianizzandosi poi in Malvasia.
Piaceva talmente tanto, che a Venezia lungo il fondaco della Malvasia fioccavano le osterie che vendevano la “Malvagia” β secondo la dizione veneziana; un successo che lo portΓ² ad essere fra il Cinquecento e il Settecento uno dei piΓΉ bevuti in tutta Europa.
Con lβavanzare dei Turchi, e il pericolo incombente di poter perdere un giro dβaffari assai proficuo, la Serenissima pensΓ² bene di importare dalla Grecia direttamente i vitigni che davano quel vino tanto apprezzato. E cosΓ¬, nel XVI secolo, lo si cominciΓ² a produrre direttamente in Italia e il vitigno Malvasia di Candia Aromatica β cittΓ dellβisola di Creta β finΓ¬ per trovare il suo habitat ideale proprio fra i colli piacentini. Qui oggi Γ¨ la varietΓ piΓΉ diffusa, capace di regalare generose quantitΓ dβuva e vini come allora particolarmente aromatici e intensi.

Etichettatura Ambientale
