Visconti 1960 uve Ortrugo di Cantina Visconti di Vigoleno

Nel 1960 nonno Pietro decide di acquistare nuovi terreni attorno al podere che già coltivava e di piantarvi dei vigneti, per intraprenderne la lavorazione e tramandarla con gli anni ai suo figli e a noi nipoti.

Che uve piantò per prime? Uve 𝑶𝒓𝒕𝒓𝒖𝒈𝒐 – “𝑎𝑙𝑡𝑟𝑢𝑣𝑎”, dicevano i piacentini. Uva da taglio insomma.
Oggi invece l’unica cosa ad essere tagliata da questo vino bianco secco, e dal gran carattere sarà il vostro palato. Nel miglior modo possibile, s’intenda

VISCONTI 1960

Ortrugo 100%

Metodo ancestrale
fermentazione naturale

vino frizzante
senza solfiti aggiunti


Vendita: damigiana e bottiglia

le CARATTERISTICHE

Sapido e leggermente abboccato per definizione, il vino ottenuto da uve Ortrugo risalta per la delicatezza del gusto al palato e la nota amarognola in coda.

Il colore è giallo paglierino con sfumature verdognole che ne ricordano i toni asciutti e leggermente astringenti della sua particolare freschezza.

Frizzante con bollicina naturale, quindi molto fine e poco aggressiva. 

 

Temperatura di servizio: 8°/10° 
Gradazione alcolica: 12,5 %vol. 
Vitigni: Ortrugo 100%
Zona di produzione: Vigoleno (Vall’Ongina e Val Stirone, sotto valli della Val d’Arda – Piacenza).


la STORIA e l’ETICHETTA

La nostra azienda nasce come cantina nel 1960. 

Il primo vigneto piantato da nonno Pietro fu proprio un vigneto di Ortrugo, al tempo ancora un’uva utilizzata per lo più come uva da taglio. L’ortrugo in purezza nascerà nel corso degli anni Settanta. 

Ortrugo naturale - Cantina Visconti Vigoleno - senza solfiti aggiunti - Visconti1960

gli ABBINAMENTI

Il nostro Visconti 1960 è un vino perfetto per l’aperitivo o per un pasto leggero.
I gusti morbidi e avvolgenti ne contrastano il tono secco, esaltandosi a vicenda.

Ecco che si rivela perfetto per un antipasto a base di pesce, un salume affumicato, una torta salata a base di uova e verdure delicate. Un Parmigiano a bassa stagionatura completa il palato, pronto ormai per un risottino ai funghi porcini o a un piatto di tortelli d’erbetta da veri piacentini. 

Agriturismo Cantina Visconti - Ortrugo - abbinamenti (1)

il METODO e la TECNICA di coltivazione

Viti coltivate a spalliera, potate con metodo guyot ramificato ad archetto, per stimolare il germogliamento delle gemme, seguendo il metodo Simonit&Sirch.

Per limitare al minimo i trattamenti con prodotti fitosanitari pratichiamo la lotta integrata, effettuiamo potature invernali corte, che preferiscono una produzione limitata ma sana alle grandi produzioni troppo esposte a malattia, e una potatura verde, in primavera inoltrata con la scelta dei germogli e la pulizia manuale delle piante.

Così facendo preveniamo le malattie dovute alla scarsa circolazione dell’aria tra i tralci, alla disomogenea esposizione al sole e allo sfruttamento della pianta. Manteniamo pulito il terreno, caratterizzato da un impasto equilibrato di limo, sabbia, argilla e calcare. Quest’ultimo è un segno distintivo dei terroir della zona di Vigoleno, ricca di minerali, parte del Parco Regionale dello Stirone e del Piacenziano, di gran carica per i vitigni a bacca bianca.

Superficie vitata: 0,5 ha
Produzione: 20 hl/anno
Resa: 80 q di uva/ha

Agriturismo Cantina Visconti - Ortrugo - vigneto

il METODO e la TECNICA di produzione 

 

Produciamo i nostri vini con metodo ancestrale, senza aggiunta di solfiti, affidandoci al lavoro dei lieviti indigeni e degli zuccheri naturali presenti nell’uva. Per questo abbiamo bisogno di frutti sani. 

Dopo la raccolta lasciamo in macerazione le vinacce per 36 ore, e lasciamo in affinamento per 6 mesi in botti di vetroresina o cemento. In questa fase lavorano soltanto i lieviti indigeni e gli zuccheri naturali. Durante questo periodo monitoriamo l’affinamento pulendo il nuovo vino con dei travasi a seconda delle temperature esterne, ed effettuiamo una sola filtrazione con farina fossile per quel tocco di eleganza che contraddistingue il nostro Visconti 1960, limpido e mai troppo torbido, bensì presenti residui di fondo.    

Imbottigliamo seguendo le lune di febbraio, marzo e aprile, rigorosamente in luna calante, quando i lieviti sono meno aggressivi. Una volta imbottigliato inizia il processo di rifermentazione in bottiglia, dove i lieviti indigeni, trovandosi in un ambiente molto piccolo, mangiano gli zuccheri naturali rimasti, rilasciando anidride carbonica, la nostra bollicina (fine e leggera). 

pagina di manuale ampelografico per il riconoscimento dell'Ortrugo Doc

Le prime menzioni del vitigno dell’Ortrugo doc dei Colli Piacentini risalgono agli inizi dell’Ottocento, quando il Bramieri lo cita con il nome di “altruga” – espressione dialettale che significa ‘altra uva’ . Con questa dicitura si indicava un vitigno che a quel tempo era principalmente utilizzato come uva da taglio.

Riconoscimenti

E’ con questa accezione e con questo nome che l’Ortrugo ricompare nel Bollettino Ampelografico del 1881. Nei primi del Novecento Girolamo Molon, una delle figure più rilevanti dell’ampelografia italiana ed europea, riconosce al vitigno delle affinità con l’Ortrugo di Rovescala, nell’Oltrepò Pavese. Autore di un’ampelografia pubblicata nel 1906 che cataloga 450 varietà di viti, risulta voce autorevole nel campo.
Il definitivo nome di Ortrugo arriva però solo nel 1927, quando il professor Toni lo utilizza per la prima volta sulle pagine della rivista “Italia agricola”. L’Ortrugo è così annoverato fra i principali vitigni bianchi da vino della provincia di Piacenza. Siamo ancora lontani dall’affermazione di un vino che rimane relegato in pochi ettari e la cui uva viene solo limitatamente vinificata in purezza. Le ragioni di questo freno sono forse da ricercare anche nella grande diffusione nella stessa zona della Malvasia di Candia e del Gutturnio.

Nasce la DOC

Quando, nel 1967, nasce la DOC Colli Piacentini, l’Ortrugo è quasi scomparso, anche a causa della concorrenza di grandi vitigni internazionali come Chardonnay e Riesling. È solo negli anni Settanta, grazie all’impegno di alcuni viticoltori piacentini, che l’Ortrugo viene riscoperto. Si da avvio in quegli anni a una valorizzazione che prevede anche la vinificazione in purezza delle sue uve.
Al vitigno inizia a interessarsi anche l’Università di Piacenza e negli anni Ottanta arriva il riconoscimento della doc. Con le ultime modifiche al disciplinare di produzione dei vini doc Colli Piacentini, l’Ortrugo ha dal 2010 un disciplinare tutto suo. Vi sono riconosciute tre tipologie di vino: fermo, frizzante e spumante.

valori nutrizionali - Visconti1960

Etichettatura Ambientale

Cantina Visconti di Vigoleno - etichetta ambientale